I nuovi depositi IVA

Maurizio Bancalari,Fabio Tullio Coaloa

Il Fisco

Nuovo

Prezzo: 10,37 €

I depositi IVA, consentendo alle imprese di operare in sospensione d’imposta e di assolvere l’imposta all’atto dell’estrazione delle merci, attraverso il meccanismo dell’inversione contabile (cd. “reverse charge”), offrono agli utilizzatori rilevanti benefici; per le medesime ragioni, tali depositi si prestano ad un possibile uso distorto, quando non addirittura strumentale alla realizzazione di vere e proprie operazioni fraudolente. Al fine di contrastare possibili abusi nell’utilizzo di tali depositi, ed al contempo favorirne l’uso, il legislatore ha recentemente apportato alcune rilevanti modifiche all’art. 50-bis del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, mediante la legge 12 luglio 2011, n. 106, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70(cd. “decreto sviluppo”). Attraverso la guida, si intende analizzare la disciplina dei “depositi IVA”, con particolare riferimento all’ipotesi di introduzione nel deposito di merci immesse in libera pratica (di cui al comma 4, lettera b), del menzionato art. 50-bis), alla luce delle menzionate novità legislative e delle più recenti indicazioni fornite in merito dall’Agenzia delle Entrate e delle Dogane. Verranno inoltre esaminate, stante i diversi orientamenti emersi in merito in giurisprudenza e dottrina, le annose e irrisolte questioni relative all’utilizzo “virtuale” dei depositi IVA. STRUTTURA I depositi IVA: normativa comunitaria e nazionale L’apertura di un deposito IVA Il ruolo del depositante e del depositario Introduzione dei beni nel deposito Le operazioni su beni custoditi in depositi IVA (novità della Comunitaria 2010) L’estrazione dei beni dal deposito (novità della Comunitaria 2010)

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